La migliore opportunità per uno Psicologo

In Italia ci sono circa 50.000 psicologi iscritti agli albi professionali e circa 80.000 studenti iscritti ai corsi di laurea in psicologia.

Gli psicologi professionisti sono aumentati in modo impressionante e il grande numero di studenti universitari mostra che questa tendenza a crescere non si ferma. Negli ultimi anni è aumentato anche il numero delle università che offrono corsi di laurea in psicologia.

Ma che lavoro fanno tutti questi psicologi? Come sono occupati?

Esclusi i docenti universitari e i ricercatori, tutti gli altri sono occupati nel campo dell’aiuto alle persone che hanno problemi psicologici, cioè, nel campo della psicologia clinica, della psicoterapia, degli interventi di sostegno (individuali e di gruppo), nelle organizzazioni, come professionisti privati o nell’ambito di strutture pubbliche.

La società in cui viviamo produce parecchio disagio psicologico nelle persone, circostanza che sul piano squisitamente professionale equivale a opportunità di lavoro per gli addetti. Inoltre, è aumentata la fiducia verso questo tipo di supporto. Anche nei centri più retrivi comincia a scomparire il pregiudizio verso chi decide di farsi aiutare, o, se vogliamo, si attenua quel senso di vergogna che le persone provano al solo pensiero di andare dallo psicologo.

Perciò non c’è da sorprendersi che il bisogno di professionisti che si occupino di questi problemi stia crescendo di pari passo con l’evolversi della società.

Tuttavia, 50.000 psicologi e 80.000 studenti di psicologia sono veramente tanti. È inevitabile che gli psicologi già presenti sul mercato abbiano difficoltà a trovare sbocchi professionali che siano soddisfacenti sia economicamente che professionalmente.

La rivoluzione di internet

Anche in questo caso, internet è una soluzione strepitosa che può dare agli psicologi molto di più di un semplice lavoro.

Le nuove tecnologie basate sull’informatica e sulla comunicazione web sono entrate nella gran parte dei settori di attività degli individui e delle organizzazioni. Hanno una notevole capacità di influenzarne i processi e di modificarne la struttura. Sono tecnologie cognitive, ovvero, tecnologie che aiutano e comunque modificano le attività che gli esseri umani svolgono con la loro testa, non con il loro corpo.

Servono a comunicare, a conoscere, a capire, a imparare, a interagire con gli altri. E chi meglio di uno psicologo può aiutare le persone a fare queste cose?

Chi usa internet e, quindi, i blog, i forum, i social media, Skype, l’email etc., deve fare i conti con le capacità di percepire, di coordinare quello che si vede o che si sente con quello che si fa con le mani, di fare attenzione, di ricordare, di apprendere, di ragionare, di creare, di comunicare, di agire socialmente. Sono tutte attività ampiamente studiate dalla psicologia.

E chi ha una formazione da psicologo deve solo rendersi conto che oggi può trovare un’occupazione molto più comoda e redditizia di quelle offerte dal mercato tradizionale.

La tecnologia permette di aiutare le persone, di fare lo psicologo senza spostarsi necessariamente in un luogo di lavoro (ufficio, studio, etc.). Internet permette agli psicologi di lavorare da casa, con un computer e una connessione ADSL.

Il settore online è in forte crescita ed è capace di sorreggere l’espansione di molti altri settori della vita economica. La rete dà lavoro e paga bene.

Ed è qui che lo psicologo trova uno sbocco professionale che non ha pari nello scenario delle professioni mondiali.

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