[Consulenti del lavoro] Troppe Carte e pochi Guadagni. Cosa fare?

Ho svolto la professione del consulente del lavoro per 10 anni su un territorio molto difficile e pieno di insidie. Ho avuto a che fare con imprenditori, artigiani, commercianti, lavoratori, ispettori del lavoro, vigilanti degli istituti previdenziali, accertatori dell’agenzia delle entrate etc..

Ho passato gran parte del mio tempo a fare la spola tra il mio ufficio e quello dell’INPS o dell’INAIL al solo scopo di sistemare le posizioni contributive delle aziende. Obiettivo velleitario e mai definitivamente raggiunto. Perché un’azienda, vuoi per sue responsabilità, vuoi per l’inefficienza del sistema e dei meccanismi di controllo, non ha mai tutte le carte in regole per potersi ritenere “regolare” in prima battuta.

In questo tipo di lavoro la regolarità (contributiva e fiscale) non è un obiettivo etico. Le aziende non la cercano per vincere il premio del contribuente esemplare, ma solo perché gran parte della remunerazione delle opere eseguite è vincolata al possesso di un documento chiamato DURC (documento unico di regolarità contributiva), che viene rilasciato dagli enti preposti solo quando le posizioni aziendali risultano “perfette” al 100%.

In altre parole, se all’INAIL (per fare un esempio) emerge un debito di 1 €, anche solo per un errore della macchina, la posizione aziendale non può ritenersi regolare. E il DURC va a farsi friggere.

Questo si traduce in un calvario sterminato che solo chi è del settore può realmente capire di cosa sto parlando. I committenti non pagano, le imprese non incassano e chi ne subisce molto spesso le conseguenze (insieme ad altre vittime di questo sciagurato meccanismo di monitoraggio del sistema produttivo) sono i consulenti del lavoro.

Quando hai centinaia di aziende da assistere, i soldi – bene o male – arrivano da qualche parte. C’è sempre qualcuno che paga regolarmente i compensi professionali. Ma la quantità di carte da processare ed evadere per non avere pratiche in sospeso è davvero allucinante.

Il risultato è che non hai più una vita personale. Tutto il tempo lo passi a risolvere i problemi degli altri. E molto spesso in cambio di poco o niente.

Perché, allora, non cercare di migliorare la situazione? Oggi ci sono tecniche e tecnologie che lo permettono, che possono aiutare il professionista ad automatizzare una parte importante del lavoro e ad avere più tempo libero per sé e per la sua famiglia.

Il blog, per esempio, può risolvere due grandi problemi:

  1. quello degli incassi
  2. e dell’acquisizione clienti
Incassi automatici

Cosa significa avere incassi automatici? Significa che non devi preoccuparti ogni mese di inseguire i pagamenti con telefonate, arrabbiature e con quell’odiosa anticamera che molti clienti ti costringono a sopportare.

Il tuo tempo lo puoi dedicare ad altro. Perché c’è chi incassa al posto tuo: il blog.

Acquisizione clienti

Il blog non è più un semplice diario. Se hai ancora una visione di questo tipo, è meglio per te che la cambi presto. Esso è più propriamente un sistema di gestione dei contenuti. E in quest’ottica sono nate potentissime strategie di marketing che stanno cambiando l’economia mondiale. E sai perché? Perché la gente ha bisogno di informazioni. Le cerca su internet, sui forum, sui blog, sui motori di ricerca.

Farsi trovare dove la gente vuole e solo quando ne ha bisogno: questo è il segreto del blog marketing!

Forse questo non ti dice molto. Ma sappi che oltre ad avere in dotazione dei software strabilianti per la gestione dei pagamenti e per il monitoraggio degli utenti, il blog è anche un strumento poderoso per comunicare e per creare community targhettizzate (nel tuo caso, clienti che hanno bisogno della tua consulenza).

La sua forza online è impareggiabile. Con una buona padronanza del blog potresti triplicare il tuo portfolio clienti in meno di 6 mesi.

Per saperne di più, ti consiglio di dare un’occhiata a Super Studio Marketing Newsletter.

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Tags: acquisire clienti, Consulenti del lavoro, incassi automatici

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